Si avverte nel nostro Paese, con crescente insistenza, il bisogno di una rigenerazione complessiva dei servizi pubblici che trova nel rinnovamento della classe dirigente pubblica il suo punto cardinale (oppure il suo cardine).
Un indizio di ciò si ha con l’art. 6 della novella n. 15 del 2009 (1) che, nell’introdurre l’ennesima previsione di riforma della dirigenza pubblica, argomenta che l’esercizio della delega è finalizzato a modificare la disciplina della dirigenza pubblica, al fine di conseguire la migliore organizzazione del lavoro e di assicurare il progressivo miglioramento della qualità delle prestazioni erogate al pubblico.
Tale programma richiede, dunque, un salto di qualità di organizzazione e di mentalità della pubblica amministrazione, sia della classe dirigenziale che di quella politica, per abbracciare una visione più ampia da assumere nel medio periodo. Il primo passo, però, è il recupero di una identità forte dell’essere dirigenza che non è solo l’investimento parcellizzato di singoli aspetti quali la capacità manageriale, il tecnicismo, l’immedesimazione nella missione istituzionale ovvero l’orientamento alla soluzione dei problemi e così via.
Il primo snodo di tale ragionamento è nella tendenza, di moda attualmente, nel voler inseguire, nel pubblico, modelli dirigenziali privatistici o, meglio, nel voler elaborare una teoria generale di un’unica figura dirigenziale, del settore pubblico e di quello privato, che possa offrire modelli di soluzioni.
Esiste però una figura unitaria della dirigenza nel nostro ordinamento? Può ravvisarsi, cioè, una nozione legale della dirigenza, sia nel settore pubblico che in quello privato, caratterizzata da connotati essenziali unitari?
Oppure, al contrario e più concretamente, l’evoluzione legale della figura della dirigenza ha seguito la complessità crescente dell’ordinamento giuridico, privilegiando forme sempre più settoriali e su più livelli differenziati di funzione dirigenziale?
I dati dell’ordinamento giuridico vigente sembrerebbero suggerire la seconda ipotesi: sia nel settore pubblico che in quello privato, la figura della dirigenza manifesta o, secondo i punti di vista, subisce dinamiche di espansione e differenziazione notevoli rispetto alla disciplina originaria del settore.
(1) Legge 4 marzo 2009, n. 15, recante "Delega al Governo finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e alla Corte dei conti", in Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 2009.